Rendimento energetico degli edifici

Rendere più flessibili i contratti di rendimento energetico degli edifici grazie al ruolo di consumatori “smart” dei proprietari. Questo l’obiettivo del progetto europeo AmBIENCe (Active Managed Buildings with Energy Performance Contracting), che vede la partecipazione di sette partner di quattro Paesi, tra cui Enea per l’Italia.

Con il contratto di rendimento energetico, conosciuto anche come EPC – Energy Performance Contract, una società di servizi energetici si obbliga al compimento di una serie di interventi e di servizi volti alla riqualificazione energetica di un edificio dietro un corrispettivo correlato all’entità dei risparmi energetici o al livello di miglioramento dell’efficienza.

Il progetto si occuperà di definire un nuovo contratto EPC, con il suo business model associato, fornendo la piattaforma per il calcolo dei risparmi e degli incentivi associati.

Il progetto AmBIENCe fornirà anche una serie di linee-guida e raccomandazioni per i decisori politici e gli enti regolatori allo scopo di favorire l’implementazione di contratti EPC attivi per un’ampia gamma di tipologie di edifici appartenenti al settore residenziale, commerciale e terziario.

«L’approccio innovativo di AmBIENCe – sottolinea Marialaura Di Somma ricercatrice del Centro Ricerche ENEA di Portici e responsabile scientifica del progetto – consiste nell’incoraggiare i proprietari degli edifici ad assumere un ruolo di consumatori attivi, gestendo in maniera smart i propri consumi, attraverso opportuni programmi di demand-response che ricompensano i consumatori in cambio di una riduzione temporanea dei loro consumi energetici su richiesta.

Sono previsti vantaggi specifici anche per il settore business, con modelli di contratto che propongono soluzioni orientate al cliente in grado di determinare un bilanciamento ottimale tra costi di investimento energetico e risparmi. Questo sarà possibile grazie al controllo attivo della domanda e alla garanzia sulle performance. In questo modo saranno favoriti anche gli investimenti per il retrofit energetico, ovvero la riqualificazione energetica dell’edificio, come ad esempio l’involucro edilizio e gli impianti di produzione, gli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo energetico, l’elettrificazione del riscaldamento e l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici presso le abitazioni».

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