IVAR. Gruppi preassemblati per produzione istantanea di ACS

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SAP (modello 100 l/min) in cascata completo di tutti gli accessori, installato in centrale termica

Nelle nuove abitazioni o nelle ristrutturazioni è ormai facile trovare centrali termiche evolute che sfruttano più sistemi di generazione del calore (caldaie, pompe di calore, solare termico, ecc.). Molti di questi sono necessari per le nuove normative, che richiedono una quota parte del 50% dell’energia necessaria per la produzione di acqua calda sanitaria coperta da fonti rinnovabili.

In ambito produzione ACS (acqua calda sanitaria) si trovano soluzioni diversificate. Una di queste prevede lo stoccaggio dell’ACS stessa all’interno di accumuli: l’acqua immagazzinata in un accumulo viene riscaldata attraverso uno o più serpentini, ciascuno dei quali è alimentato da una fonte di generazione: pannelli solari, pompa di calore, caldaia, ecc. Questa soluzione presenta dei limiti in quanto è necessario utilizzare accumuli pregiati con rivestimenti interni, che possano stare a contatto con acqua potabile e, inoltre, l’acqua accumulata è sempre soggetta al rischio Legionella. Se si parla di acqua sanitaria c’è il rischio per la salute umana. Per ovviare al pericolo Legionella in questi casi è necessario tenere l’acqua dell’accumulo a temperature elevate, dotando l’impianto di generatori a media/alta temperatura e la distribuzione a valle di miscelatori termostatici. Infine, sono da praticare dei dispendiosi, in termini energetici, interventi di disinfezione termica secondo quanto previsto dalle Linee Guida.

La produzione istantanea di ACS è un’alternativa raffinata alla soluzione precedente e offre il vantaggio di ridurre al minimo il rischio di proliferazione del batterio della Legionella.

Come funziona?

Serve ancora un sistema ad accumulo, ma stavolta di acqua tecnica (meno pregiato del precedente, ma più grande), ovvero acqua dell’impianto di riscaldamento. Esso sarà direttamente (o indirettamente mediante serpentini) collegato con le fonti di energia dell’impianto, con il vantaggio di poter utilizzare fonti di generazione anche a bassa temperatura (pompa di calore, caldaia, termocamino o pannelli solari) che vengono collegati ad un serpentino interno che scalda indirettamente l’accumulo. L’acqua immagazzinata può essere utilizzata sia per alimentare l’impianto di riscaldamento, sia per alimentare un sistema esterno di produzione istantanea di ACS.

SAP e SAP-C sono gruppi preassemblati che permettono la preparazione istantanea di ACS mediante accumulo di acqua tecnica; vengono collegati ad un accumulo contenente acqua primaria riscaldata da uno o più generatori, prelevano il fluido primario caldo e, sfruttando uno scambiatore a piastre, cedono calore all’acqua sanitaria sul secondario riscaldandola istantaneamente. Lo scambiatore permette un trasferimento di calore molto efficiente mantenendo separati i due fluidi. Così si evita lo stoccaggio di ACS, soggetto a vincoli di temperatura, igiene e manutenzione riducendo il rischio di proliferazione della Legionella.

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In alto: modulo SAP (640 x 1020 x 275 mm) – In basso: modulo compatto SAP-C (410 x 770 x 220 mm)

La superficie di scambio è elevata e con la taglia minore di SAP-C si producono 25 l/min di ACS portandola da 10°C a 45°C con acqua primaria a 60°C. Il controllo della temperatura di ACS in uscita è elettronico con setpoint impostabile sulla centralina: il sistema, grazie ad un sensore di temperatura e portata, alla richiesta di ACS attiva il circolatore presente sul circuito primario che pesca direttamente dall’accumulo e la centralina modula la velocità della pompa in modo da ottenere la corretta temperatura in uscita ottimizzando lo scambio termico.

Il sistema può essere completato con ulteriori accessori. È disponibile una versione con valvola miscelatrice sul circuito primario per limitare la temperatura in ingresso allo scambiatore: la temperatura primaria è infatti soggetta a variazioni in funzione del tipo di sorgente e in certi periodi si potrebbero raggiungere temperature che vanno oltre gli 80°C nell’accumulo: uno scambio termico con acqua a queste temperature potrebbe progressivamente portare sul circuito secondario alla precipitazione di calcare, e quindi intasamento e perdita di performance dello scambiatore. La valvola miscelatrice sul primario limita la temperatura in ingresso allo scambiatore ed evita il problema. Altra variante è la versione con circuito di ricircolo sanitario con controllo elettronico del circolatore.

Disponibili in diverse taglie

SAP e SAP-C sono forniti con guscio isolante e sono disponibili in diverse taglie, definite in base alla portata di ACS che può essere prodotta con un primario a 60°C per riscaldare acqua fredda da 10°C a 45°C. La portata del sistema SAP varia da 30 a 100 l/minuto, mentre il più compatto SAP-C varia da 25 a 40 l/minuto.

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SAP connessi in cascata

Entrambe si prestano per edifici di diversa misura: dalla villetta autonoma per arrivare ad utenze plurifamiliari o strutture alberghiere. Per sistemi con fabbisogni molto elevati e/o variabili, è possibile collegare più unità in parallelo tra loro e azionarle in cascata in funzione della portata richiesta. Un controllore master di cascata e altri accessori quali un misuratore di portata totale e apposite elettrovalvole sanitarie, permettono di gestire l’azionamento dei SAP che devono entrare in funzione per scaldare il totale dell’ACS.

Banalmente, un edificio che necessita in condizioni di pieno carico di 300 l/min a 45°C, potrebbe essere gestito tramite tre SAP-100 collegati in cascata tra loro. Impostando dei valori soglia sul regolatore Master sarà possibile definire i valori di portata al di sopra dei quali è necessario fare intervenire due oppure tre SAP, aprendo le rispettive elettrovalvole.

Il configuratore dedicato

Da oggi è disponibile, accedendo al sito di Ivar Group, anche il configuratore dedicato che consente a tecnici e progettisti di ottimizzare, in fase di progettazione, la scelta della versione SAP o SAP-C più idonea alle necessità di impianto. Entrando nella sezione dedicata al Configuratore si accede infatti al wizard, un pannello chiaro e semplice che permette di scegliere il modello in base alle condizioni dell’impianto oppure analizzare le prestazioni di uno specifico modello.

Una soluzione efficace e sicura
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Ing. Stefano Riva -Studio di Ingegneria Riva, Edolo (BS)

«I produttori istantanei di acqua calda sanitaria SAP rappresentano una soluzione efficace e sicura per chi deve progettare impianti con un fabbisogno sanitario variabile, come ad esempio in strutture ricettive o in condomini, nei quali si trovano seconde case o case vacanza. In questi edifici la componente “acqua sanitaria” è una variabile molto importante, sia sotto il profilo economico, sia per garantire il benessere degli ospiti, i quali la valutano come uno dei fattori principali nella percezione del livello di servizio offerto. L’utilizzo di un accumulo di acqua tecnica, invece di un accumulo sanitario, permette inoltre di “dimenticarsi” del problema Legionella ed evitare cicli di disinfezione termica, con conseguente risparmio energetico ed economico. A ciò si aggiunge la possibilità di abbinare pompe di calore con temperature di funzionamento decisamente più basse. La modularità dei produttori SAP e la possibilità di gestirli in cascata permette, invece, di gestire sia periodi di bassa affluenza e conseguentemente di bassa richiesta di acqua sanitaria, sia periodi di punta con massima affluenza, quando devono rendersi disponibili grandi quantità d’acqua, garantendo disponibilità immediata ad una temperatura costante».

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