Edifici cognitivi: il futuro delle costruzioni sostenibili

Naturale evoluzione degli smart building, gli edifici cognitivi possono rappresentare il futuro delle costruzioni sostenibili. Grazie alla disponibilità di tecnologie IoT, e quindi di dati raccolti sul campo, è possibile garantire elevati livelli prestazionali e di soddisfazione degli utenti.

di Ing.Luca Stefanutti

Immagini di Ewing Cole

Nell’ultimo decennio l’uso del termine “smart building” è divenuto popolare, anche se in realtà non è stato mai esattamente codificato il suo esatto significato. Ora questi edifici rischiano di diventare addirittura superati in quanto si va affermando una nuova generazione di edifici, quelli cognitivi. Risulta quindi utile comprendere meglio cosa si nasconde dietro queste definizioni.

Vediamo ad esempio quanto viene riportato nell’ASHRAE Handbook HVAC Application al capitolo Smart Building Systems. Questi sistemi sono definiti come “apparecchiature e impianti che presentano caratteristiche analoghe all’intelligenza umana. Queste caratteristiche comprendono la capacità di apprendere da dati o da analisi di dati (piuttosto che semplicemente generare più dati o gruppi di dati), di interpretare informazioni o dati per arrivare a nuove conclusioni, e di prendere decisioni e/o di agire in modo autonomo senza essere esplicitamente istruiti o programmati per eseguire una specifica azione.”

L’interesse verso gli smart building è in continuo aumento da parte di proprietari e tenant e gli operatori sul mercato stanno impegnando ingenti risorse per lo sviluppo e la promozione di prodotti e servizi ad essi dedicati. Sono stati già realizzati diversi edifici caratterizzati da un ampio uso di tecnologie smart e molti altri sono in fase di sviluppo. Nonostante ciò, all’industria delle costruzioni manca ancora un preciso quadro di riferimento per creare una base condivisa di dialogo e discussione, necessaria per valutare le prestazioni ottenibili con l’utilizzo di queste tecnologie negli edifici.

In linea generale, un corretto impiego delle tecnologie smart può consentire di ottenere effetti positivi sotto vari aspetti: aumento della soddisfazione degli utenti e della produttività, riduzione dell’impatto ambientale e dei costi operativi, maggiore flessibilità per soddisfare le esigenze future dei tenant.

La portata di questi benefici aumenterà man mano che le tecnologie smart verranno gradualmente sviluppate e implementate. In parallelo allo sviluppo tecnologico, nei prossimi anni diventerà sempre maggiore la pressione antropica sulle risorse del pianeta e sullo stato del clima e quindi crescerà l’esigenza di realizzare edifici dotati di soluzioni in grado di ridurre le emissioni di gas serra durante il ciclo di vita.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO

Lo sviluppo di un quadro di riferimento per gli smart building comprende tutti gli ambiti coinvolti nel processo di costruzione di edifici sia di nuova costruzione che oggetto di riqualificazione, dalla progettazione allo sviluppo, fino alla comunicazione.

A tale scopo è necessario definire in primo luogo gli effetti e il valore di questi edifici dal punto di vista di utilizzatori, proprietari e società in generale.

Il raggiungimento di questi valori dipende dal livello richiesto di automazione, per il quale è possibile definire una classificazione in classi, con lo standard attuale posto al livello base.

Il quadro di riferimento prevede inoltre l’analisi di una serie di aspetti chiave, ciascuno con una serie di requisiti funzionali la cui complessità aumenta con il livello di automazione adottato.

Risulta quindi necessario definire l’interazione tra la tecnologia e il valore desiderato, stabilire i livelli di automazione e valutare la possibilità di raggiungere questi valori.

Nello specifico, durante la fase di concept di uno smart building è necessario:

  • effettuare un’analisi del valore dal punto di vista degli utenti attesi e futuri;
  • definire le aspettative attraverso un dialogo chiaro e concreto tra proprietario e utilizzatore dell’edificio;
  • discutere il livello atteso di automazione;
  • documentare e comunicare il livello tecnologico dell’edificio;
  • stimare il valore degli edifici dotati di tecnologie smart.

Uno smart building è caratterizzato dall’impiego di soluzioni tecnologiche mediante le quali si punta a  raggiungere una serie di obiettivi al fine di realizzare un edificio che sia proiettato verso il futuro, rispettoso dell’ambiente, efficiente in termini di costi sia capitali che operativi e che sia in grado di soddisfare le aspettative e le esigenze dei principali stakeholder.

L’incremento del valore per gli stakeholder è garantito dalle seguenti strategie:

  • utilizzo armonico di architettura, design e tecnologia, come mezzo per creare ambienti funzionali ed efficienti;
  • uso completo della tecnologia, basato sulle effettive esigenze;
  • predisposizione di tecnologie e infrastrutture in grado di aumentare il valore futuro dell’edificio.

Il desiderio di ottenere un valore aggiunto attraverso un uso della tecnologia basato sulle esigenze reali è un obiettivo condiviso da tutti gli stakeholder, anche se l’effetto desiderato e le priorità variano tra le diverse parti interessate. Gli aspetti chiave che sono di comune interesse di tutte le parti coinvolte possono essere riassunti in quattro categorie:

  • soddisfazione dell’utente;
  • rispetto per ambiente;
  • superfici e spazi efficienti;
  • durata nel tempo.

Ad esempio, per la proprietà può essere prioritaria l’applicazione di una tecnologia in grado di aumentare l’utilizzo dello spazio e quindi di aumentare i ricavi, aspetto che non viene invece necessariamente percepito come elemento di valore da parte degli utenti, i quali considerano fondamentale la presenza di condizioni di benessere e salute. Nello sviluppo di uno smart building devono quindi essere esaminati e bilanciati i diversi obiettivi che possono essere in conflitto tra loro.

 LA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI ATTESE

Per garantire un uso veramente efficace della tecnologia è necessario stabilire il livello di automazione sin dall’inizio del processo progettuale, per quanto possibile. Questa scelta è cruciale per quanto riguarda la definizione del livello atteso di qualità dell’edificio, che a sua volta deve poi guidare la progettazione. Il proprietario deve quindi effettuare valutazioni in merito alle proprie esigenze e alle aspettative dei potenziali tenant.

A tale scopo deve essere eseguita anche un’analisi costi-benefici, dove i costi e l’effetto atteso sono ponderati rispetto al valore dell’edificio che ci si aspetta di ottenere sul mercato. In questo ambito devono essere considerati anche i costi associati all’adeguamento degli spazi che si rendono necessari in ​​relazione al cambio dei tenant nel corso del tempo. Per la definizione del livello della tecnologia da adottare è necessario valutare le esigenze della proprietà in merito ai seguenti aspetti:

  • necessità di spazi flessibili e tipo di flessibilità offerta dall’edificio;
  • numero previsto di inquilini e termini di locazione;
  • aspettative del mercato per l’impiego di tecnologie smart negli edifici;
  • interesse dei tenant nei confronti di specifiche soluzioni tecniche;
  • gestione dell’edificio da parte del proprietario oppure dei tenant;
  • tipologia di servizi che possono essere gestiti con modalità digitali, ad esempio pulizie, parcheggio, spazi di ristoro, prenotazione sale riunioni, ecc.

CONCEPT DESIGN E PROGETTO ESECUTIVO

Nella fase iniziale di concept del progetto con architetti e consulenti, per la proprietà è fondamentale definire gli obiettivi riguardanti l’uso della tecnologia. Per evidenziare e trattare il rapporto tra edificio, tecnologia e utente è importante che tutte le parti coinvolte lavorino insieme, coinvolgendo quanti più stakeholder possibile, per chiarire le esigenze e le aspettative comuni.

Una soluzione sensata può essere quella di coinvolgere un supporto esterno, ad esempio un consulente indipendente di tecnologie digitali che può facilitare il processo con l’obiettivo di determinare il livello di automazione richiesto. Una volta che questo obiettivo è stato fissato come punto di partenza, lo sviluppatore può quindi aggiungere o eliminare funzioni che possono aumentare o diminuire il valore dell’edificio.

Nella fase successiva, dedicata allo sviluppo del progetto esecutivo, avviene il coinvolgimento dei costruttori delle tecnologie che possono fornire input e commenti sulle diverse soluzioni in grado di soddisfare le funzioni desiderate. Sulla base delle informazioni ricevute può anche essere necessario adeguare i requisiti in un’ottica di rapporto costi-benefici. In ogni caso il focus deve sempre rimanere fisso sul livello di automazione deciso per l’edificio, in modo da soddisfare le aspettative originarie. In questa fase dovrebbe essere fissata la maggior parte dei concetti di base e la scelta delle soluzioni tecnologiche e si dovrebbe anche definire la portata dei successivi adattamenti consentiti ai tenant.

I LIVELLI DI AUTOMAZIONE

 I livelli attesi di automazione possono essere classificati seguendo il medesimo approccio utilizzato nella definizione degli autoveicoli autonomi (tabella 1). I livelli superiori possono essere implementati anche nel corso del tempo, senza bisogno di modificare gli elementi di base. I paragrafi seguenti descrivono i benefici che i principali stakeholder possono aspettarsi dagli edifici nei quali si decide di implementare i diversi livelli di automazione.

 Tab. 1 – Livelli di automazione e relative funzioni svolte

Livello Automazione Funzioni svolte
0 Automazione standard L’edificio è costruito secondo le normative vigenti e le prescrizioni di legge.
1 Smart Ready L’edificio è dotato di un’infrastruttura tecnologica che ne consente lo sviluppo a un livello più elevato in un secondo momento. La comunicazione tra i diversi sistemi e un migliore accesso ai dati semplificano il funzionamento.
2 Smart Standard L’edificio comunica con gli utenti, fornisce indicazioni e/o si adatta alle loro esigenze e alle modalità di utilizzo.
3 Smart Predittivo L’edificio prevede le condizioni future in base ai dati diretti e indiretti provenienti dall’ambiente circostante e dagli utenti, formula raccomandazioni e adegua l’utilizzo dell’edificio. Ogni utente riceve informazioni personali e un supporto guidato.
4 Smart Cognitivo L’edificio utilizza i dati storici e l’autoapprendimento automatico per migliorare i propri modelli di previsione, il funzionamento e la gestione. Inoltre, comunica e interagisce con gli edifici vicini e l’ambiente circostante.

 

Automazione standard

Un edificio dotato di sistema di automazione soddisfa le attuali esigenze per i nuovi edifici, compresi i requisiti minimi in termini di risparmio energetico e di benessere e le aspettative di base dei diversi stakeholders. Da una prospettiva più ampia, ciò significa edifici che durano nel tempo, efficienti dal punto di vista energetico e che non espongono gli utenti a rischi significativi per la salute.

Con questo livello di automazione, il proprietario dell’edificio può aspettarsi un edificio di buona qualità con ridotti costi del ciclo di vita. Ai tenant vengono garantiti un buon ambiente di lavoro nel quale i parametri di temperatura, ventilazione e illuminazione sono controllati in modo automatico in base a set-point e orari di funzionamento predefiniti. La medesima aspettativa per il microclima interno vale per ogni specifico utente, che percepisce l’edificio in linea con l’attuale livello tecnologico.

Smart Ready

Un edificio Smart Ready è sostanzialmente predisposto a diventare “intelligente” in un momento successivo. Utenti e tenant non sperimentano quindi differenze significative rispetto a un edificio dotato di un sistema di automazione tradizionale, in quanto la maggior parte delle caratteristiche specifiche si riferiscono a infrastrutture e sistemi che possono facilitare in futuro l’ottenimento dei livelli di automazione superiori.

Il proprietario può quindi aspettarsi un edificio già dotato di tecnologie rivolte al futuro in grado di semplificare la successiva integrazione di nuovi sistemi e servizi e di una migliore interazione con l’utente. L’edificio è inoltre in grado di garantire una maggiore durata e un periodo più lungo in cui viene percepito come adeguato sul mercato degli affitti e dagli utenti e ciò riduce il rischio di dover affrontare costi per future modifiche.

Dalla prospettiva più ampia della comunità, un edificio Smart Ready produce effetti positivi principalmente sotto forma di una minore impronta ambientale, poiché assicura migliori prestazioni energetiche e un controllo intelligente degli impianti di climatizzazione e ventilazione. Il sistema BMS prevede infatti l’utilizzo di dati di input quali presenza e calendario delle sale riunioni per il controllo della temperatura. Se l’edificio è dotato di finestre apribili, esse possono essere comandate da sonde di qualità dell’aria esterna, mentre la portata d’aria di ricambio può essere controllata da sonde di presenza, di CO2 oppure in base alle emissioni inquinanti dei materiali utilizzati per la costruzione e l’arredamento.

 Smart Standard

In un edificio Smart Standard gli utenti possono sperimentare differenze sostanziali rispetto ai due livelli inferiori. Le possibilità di influenza sul controllo delle condizioni ambientali aumentano infatti notevolmente per gli utenti, che possono inoltre beneficiare di una fruizione più semplice dell’ambiente di lavoro che garantisce l’adeguamento automatico del microclima alle loro preferenze.

I tenant possono invece aspettarsi una maggiore produttività degli utenti, una riduzione dell’impronta carbonica e dei costi di locazione, nonché una maggiore flessibilità in caso di necessità di modificare l’organizzazione degli spazi. La capacità di adattamento dell’edificio durante il suo ciclo di vita può anche portare a un considerevole aumento del valore per il proprietario.

A questo livello di automazione le soluzioni tecnologiche sono implementate in modo completo e diffuso con il risultato che l’edificio, il suo gemello digitale e i diversi sistemi integrati assicurano una fruizione più efficiente.

Dal canto suo, la comunità in generale può godere di effetti positivi sotto forma di un minor consumo energetico, di ridotti carichi di punta dell’edificio e di una maggiore affidabilità.

Il sistema BMS consente lo scambio di dati in tempo reale con gli utenti, ad esempio in relazione alla temperatura richiesta nelle diverse zone, mentre il controllo degli impianti HVAC viene effettuato in relazione agli altri sistemi, prendendo in considerazione ad esempio l’apertura delle finestre. Gli utenti possono inoltre determinare la portata d’aria di ricambio utilizzando sistemi di ventilazione sia naturale e/o meccanica.

 Smart Predittivo

Un edificio dotato di sistema di automazione di tipo predittivo è in grado di prevedere in anticipo le condizioni dell’edificio e di apportare le necessarie modifiche in base a un grande volume di dati di input. A questo livello tutti gli stakeholder possono sperimentare un edificio in grado di prepararsi alle imminenti condizioni operative, attuando e/o comunicando le azioni necessarie. L’edificio è quindi in grado di consigliare e guidare gli utenti in base alle loro preferenze. I tenant, il proprietario e la comunità possono aspettarsi che i modelli di previsione forniscano un’efficienza energetica ancora migliore in fase di utilizzo, riducendo così i costi operativi e l’impatto ambientale.

A livello di quartiere e/o urbano l’edificio può comunicare con le reti esterne per soddisfare il fabbisogno energetico e gestire i carichi di rete.

Per quanto riguarda il controllo del microclima, la regolazione della temperatura e della portata d’aria di ricambio può essere effettuata in base alle informazioni su eventi futuri, ad esempio previsioni del tempo o prenotazione degli spazi (postazioni o sale riunioni). Il sistema di supervisione riceve e archivia i feedback dagli utenti e provvede a rispondere, per esempio regolando la temperatura o fornendo un supporto personalizzato.

Smart Cognitivo

Un edificio di questo livello utilizza la raccolta di grandi volumi di dati storici e gli algoritmi in grado di interpretare i dati e di apprendere nel tempo, in modo da migliorare modelli e sistemi di previsione e garantire la soddisfazione degli utenti. Ciò consente di migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio, ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare ulteriormente il microclima interno.

L’intelligenza artificiale permette di anticipare guasti ed eventi che proprietario, tenant e utenti non sono necessariamente in grado di prevedere da soli. Questa funzionalità può aumentare la soddisfazione degli utenti e/o può ridurre il rischio legato a anomalie di funzionamento o a guasti che possono essere evitati attraverso misure proattive.

Un edificio cognitivo garantisce anche un elevato valore dal punto di vista sociale durante l’intero ciclo di vita, poiché è in grado di svilupparsi e adattarsi alle esigenze future.

In sostanza il concetto di edificio cognitivo risponde all’esigenza primaria di spazi di lavoro utilizzati as a service, sempre in analogia con i veicoli a guida autonoma, ovvero utilizzabili secondo le esigenze collettive, incrementando il tasso di utilizzo e di fruizione. Gli spazi per uffici adeguatamente attrezzati possono infatti essere fruiti da chiunque secondo le proprie esigenze, con tempi e modi flessibili, permettendo un tasso di occupazione più elevato.

ASPETTI E REQUISITI FUNZIONALI

Il concetto di Smart Building risulta in costante evoluzione e i vari attori del mercato continuano a integrare nuove funzioni in questo concetto. Al momento è possibile classificare i requisiti funzionali in cinque ambiti prioritari:

  • tecnologie abilitanti;
  • microclima interno e ambiente di lavoro;
  • utilizzo di energia e risorse;
  • sicurezza, protezione e affidabilità;
  • flessibilità.

Nel loro insieme questi aspetti forniscono un quadro completo delle problematiche che devono essere considerate nello sviluppo di un edificio intelligente. La complessità di ogni requisito funzionale aumenta ovviamente con il livello di automazione.

Tecnologie abilitanti

Un edificio intelligente presuppone la presenza di determinate tecnologie abilitanti che fungono da base per le altre funzioni. Gli aspetti chiave sono il modo in cui diversi sistemi sono in grado di comunicare tra loro, la condivisione di dati strutturati e la maturità del gemello digitale in BIM.

Microclima interno e ambiente di lavoro

Un obiettivo chiave degli edifici intelligenti è garantire un controllo personalizzato per l’utente dei parametri di benessere e dell’ambiente di lavoro. In altre parole, ciò significa che temperatura, ventilazione, illuminazione, rumore ed ergonomia devono assicurare condizioni di salute e un’elevata produttività per tutti i dipendenti.

Utilizzo dell’energia e delle risorse

La sostenibilità e l’efficienza energetica sono elementi fondamentali nella definizione degli smart building. L’attenzione deve concentrarsi sull’utilizzo dell’energia e delle risorse, indipendentemente da fattori esterni come il sito e la posizione geografica.

 Sicurezza, protezione e affidabilità

Gli edifici intelligenti devono garantire livelli di sicurezza e protezione (personale e informatica) e di affidabilità (dell’edificio e dei suoi sistemi) oltre agli standard attuali.

Flessibilità

Un elevato livello di flessibilità in relazione alle mutevoli esigenze è auspicabile sia in ottica di sostenibilità sia per rispondere alle esigenze dei tenant. In questo modo l’edificio presenta un elevato grado di utilizzo e produce il massimo valore durante l’intero ciclo di vita.

CONCLUSIONI

Sarà interessante verificare nei prossimi anni se gli edifici cognitivi saranno in grado di mantenere le promesse, ovvero di ridurre le emissioni di gas serra e di realizzare ambienti su misura per le esigenze delle persone, dialogando con chi vive al loro interno e garantendo il comfort abitativo e lavorativo.

È indubbio che un edificio di nuova costruzione sia più facilmente ottimizzabile adottando queste tecnologie, tuttavia l’approccio può rivelarsi applicabile anche al costruito, con benefici ambientali che possono essere significativi se pensiamo che gli edifici d’epoca costituiscono l’80% del mercato immobiliare e sono spesso i meno confortevoli ed efficienti.

L’adozione dei principi alla base degli edifici cognitivi potrà essere utile anche nel settore residenziale. Per raggiungere gli obiettivi di massima efficienza energetica la centralità dell’utente è infatti fondamentale, di conseguenza se l’edificio è in grado di interagire con l’occupante, risulta possibile influenzare in modo positivo i suoi comportamenti, anche se questo aspetto può sollevare dubbi dal punto di vista etico, come tutto ciò che è legato alle tecnologie digitali che rappresentano al tempo stesso un’opportunità di sviluppo e un’incognita.

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Autoapprendimento e rapporto con l’utente

 Ciò che rende innovativo un edificio cognitivo sono la capacità di autoapprendimento e il suo rapporto con l’utente. La grande quantità di dati raccolti e analizzati mediante tecnologie IoT (Internet of Things) consente all’edificio di apprendere e di attivarsi in modo automatico per migliorare la soddisfazione degli utenti, con modalità molto simili a quelle degli smart assistant, gli oggetti già oggi parzialmente dotati di capacità di autoapprendimento e di personalizzazione delle richieste.

Lo sviluppo di edifici cognitivi è reso possibile dallo sviluppo e dalla convergenza di più tecnologie, in particolare sistemi wireless e sensori che consentono la raccolta di decine di migliaia di data point per monitorare e controllare il funzionamento degli impianti e i livelli di comfort fino alla singola postazione di lavoro.

Il tema presenta inoltre un importo risvolto relativo alla smaterializzazione dell’edificio attraverso lo sviluppo del suo cosiddetto “gemello digitale” ovvero la replica virtuale in BIM che è in grado di riprodurre e simulare il comportamento di un sistema in relazione a stimoli esterni offerti, per esempio, dalla interconnessione con l’originale fisico. Ciò consente all’edificio di divenire in pratica un dispositivo attivo nel contribuire non solo all’incremento delle proprie prestazioni, ma pure nel rispondere ai comportamenti degli utenti e dei fruitori, diventando così produttivo a tutti gli effetti.

Grazie all’apprendimento automatico e all’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale, gli edifici cognitivi possono ad esempio anticipare i livelli di occupazione e i requisiti operativi, comprendere il comportamento energetico dell’edificio e prevedere le esigenze di manutenzione della struttura.

La disponibilità di interfacce e di applicazioni per dispositivi mobili consente a utenti, a proprietari e al personale addetto alla gestione di interagire con un sistema sul campo o in remoto. Il passo successivo riguarda l’implementazione di tecnologie di realtà aumentata, in grado di visualizzare e risolvere immediatamente le problematiche funzionali, e di interfacce vocali che consentano agli utenti di essere guidati e comunicare con il sistema in modo più naturale.

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Lo Smart Readiness Indicator

Nel 2018 è stato introdotto a livello europeo un sistema comune per determinare la predisposizione degli edifici alla cosiddetta “smartness”. La Direttiva EPBD 844/2018 prevede infatti un sistema di assessment della capacità di un edificio o di un’unità immobiliare di adattare il proprio funzionamento alle esigenze dell’occupante e della rete e di migliorare l’efficienza energetica e la prestazione complessiva, mediante l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La valutazione si fonda su un indicatore detto Smart Readiness Indicator (SRI) e su una metodologia specifica per calcolarlo, e che risulta complementare agli attestati di prestazione energetica dei fabbricati.

Allo scopo di sviluppare la metodologia di calcolo dell’SRI è stato prodotto un catalogo costituito da 112 servizi “smart ready”, suddivisi in 10 ambiti, o domini, che possono essere presenti in un edificio:

  • riscaldamento
  • raffrescamento
  • acqua calda sanitaria
  • ventilazione controllata
  • illuminazione
  • involucro dinamico dell’edificio
  • generazione di energia rinnovabile in loco
  • demand side management (DSM)
  • ricarica di veicoli elettrici
  • monitoraggio

La procedura valutativa si basa su un semplice processo di checklist eseguita dal certificatore che deve verificare quali servizi “smart ready” siano presenti nel fabbricato oggetto d’esame e il loro livello di funzionalità.

Ogni servizio può presentare diversi gradi di intelligenza con associati differenti livelli di funzionalità. Un elevato valore di funzionalità è ovviamente in grado di garantire benefici maggiori agli utilizzatori dell’edificio o alla rete connessa ad esso.

Nell’ambito della metodologia proposta, l’impatto dei servizi smart viene determinato con riferimento a 8 criteri:

  • risparmio energetico
  • flessibilità nell’interazione con la rete
  • autoproduzione
  • comfort degli utenti
  • convenienza economica
  • salute e benessere per l’utilizzatore
  • manutenzione preventiva e predittiva
  • informazione degli occupanti degli ambienti.

Il punteggio finale, indicativo del grado di “smartness” raggiunto, si basa sul calcolo della media dei valori associati a ciascuna delle 8 categorie di impatto.

La novità introdotta dalla direttiva europea con l’indice SRI rappresenta l’opportunità per implementare soluzioni basate sull’ICT a servizio della gestione di tutte le funzioni connesse con l’utilizzo degli edifici, con l’obiettivo di realizzare immobili più confortevoli e che dialogano con il mondo esterno, con un miglioramento continuo delle prestazioni e l’ottimizzazione delle risorse energetiche anche grazie all’integrazione di impianti e di sistemi di generazione distribuita che sfruttano le fonti energetiche rinnovabili.

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Bibliografia

ASHRAE Handbook HVAC Applications, 2019 – Chapter 63 Smart Building Systems.

Powerhouse, Smart by Powerhouse – Guide for resource efficient and functional commercial buildings.

P.A. Fokaides et al., How Are the Smart Readiness Indicators Expected to Affect the Energy Performance of Buildings: First Evidence and Perspectives, Sustainability, 2020, 12.

 

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