Per costruire il futuro

Per le imprese italiane dell’edilizia e dell’elettronica il comune denominatore è vendere di più e diversificare l’offerta commerciale; e fondamentale è fronteggiare il rafforzamento della concorrenza estera sfruttando canali distributivi innovativi per introdursi nei settori dimercato con alto valore aggiunto.

(a cura di Giuseppe Fazio)

Sul mercato estero, tra il gennaio e l’ottobre del 2019 l’export italiano di macchine per costruzioni ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro confermando nella sostanza quanto visto nel 2018 (+1%). Il buon andamento oltreconfine dell’edilizia e costruzioni è stato notato anche da Anima-Confindustria Meccanica Varia, le cui associate nei due segmenti hanno segnato nel primo semestre 2019 un +1,6%. Stando all’Osservatorio Anie (Federazione che entro Confindustria dà voce alle imprese elettroniche ed elettrotecniche italiane), elettronica ed elettrotecnica «hanno registrato» oltreconfine «una crescita del 2,5% (dato preconsuntivo 2018 su base annua) beneficiando del positivo contributo della domanda in Europa (+5,5%) Africa (+5,0%) e Asia Pacifico (+8,4%)». Dal canto suo, il 5°Rapporto congiunturale e previsionale sul mercato italiano dell’installazione impianti in edilizia stilato da Cresme insieme a partner quali CNA Impianti, ha evidenziato che «il 2018 è stato un anno molto soddisfacente per il mercato dell’impiantistica in Italia, che ha registrato 62,5 miliardi di contro-valore» per un +3,7% rispetto all’anno precedente.

Ma le previsioni sull’evoluzione dei mercati e della domanda globale nel prossimo futuro rimangono caute e oggi la capacità di dare impulso alla crescita coincide con quella di mettere a punto progetti strategici per lo sviluppo di reti commerciali efficienti e, quel che più conta, vincenti. La maggior parte delle aziende è chiamata oggi più che mai a ricercare nuovi settori di mercato, nuovi canali distributivi e strumenti. Il comune denominatore è vendere di più e diversificare l’offerta commerciale; fondamentale è fronteggiare il consolidamento della concorrenza estera, sfruttando la tecnologia digitale e le nuove forme di comunicazione per vendere di più. Anche nell’era dei social network, tuttavia, l’attività e il rapporto umano, tipici dell’agente di vendita, costituiscono, dal punto di vista commerciale, aspetti insostituibili. Lo human factor, a volte privato del suo valore e allontanato dalla realtà del mondo virtuale di Internet, rientra a pieno diritto fra i requisiti fondamentali per la vendita. Le aziende hanno capito bene che creare un rapporto commerciale significa in primis dare vita a un rapporto sociale, a maggior ragione se l’obiettivo commerciale è quello di fidelizzare il cliente. I Venditori con la V maiuscola esistono, bisogna saperli scovare: è consigliabile quindi che gli imprenditori valutino bene come calibrare la loro ricerca. Chiave di volta per continuare ad affermarsi nel mondo è l’identificazione di vantaggiose nicchie entro le quali le nostre aziende possono far valere un consolidato expertise. Intercettare i segmenti di domanda più congeniali alle produzioni nazionali è la mossa decisiva, perché il made in Italy vincente si vede nelle nicchie produttive.

A disposizione dei lettori è ora un White Paper (Guida allo sviluppo commerciale – Istruzioni per l’impresa contemporanea) che affronta questi temi facendo tesoro del supporto di Inter.Mark, agenzia del lavoro (autorizzazione ministeriale Re 155) che negli anni si è specializzata nella selezione e ricerca del personale di vendita.

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La monografia Guida allo sviluppo commerciale – Istruzioni per l’impresa contemporanea è stata realizzata con il supporto di Inter.Mark, agenzia del lavoro (autorizzazione ministeriale Re 155) di approfondita competenza nelle tematiche sopra introdotte che nel corso degli anni si è specializzata nel servizio di selezione e ricerca del personale di vendita ed oggi è in grado di fornire agenti di commercio, rappresentanti e distributori già inseriti in molteplici settori commerciali.

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