L’andamento delle gare BIM

bandi BIML’Associazione delle organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica (Oice) ha presentato i dati del settimo Rapporto sulla digitalizzazione e le gare BIM.

L’analisi quantitativa delle gare nelle quali si chiede la presentazione di offerte in BIM (o requisiti legati al BIM), per i bandi pubblicati nel 2023 – rivela l’Oice – evidenzia un calo del 36,5% sul 2022. Nel 2023, infatti, sono stati pubblicati solo 637 bandi (il 13,7% del totale del numero di tutti i bandi per servizi di architettura e ingegneria – S.A.I.), rispetto ai 1.003 pubblicati nel 2022.

In termini di valore, emerge al contempo una flessione del 40,6% sull’anno precedente, avendo questi bandi raggiunto un importo di affidamenti pari a 1.249 milioni (il 32,6% del valore totale di tutti i bandi per S.A.I. pubblicati), rispetto ai 2.103 milioni del 2022.

La maggior parte dei bandi BIM per servizi di architettura e ingegneria posti a base di gara nel 2023 si colloca sopra la soglia comunitaria dei 215.000 euro. Si tratta in dettaglio di 519 bandi (l’81,5% del totale), per un valore di 1.234 milioni, ossia il 98,8% dell’importo complessivo. Da tali cifre – rileva l’Oice – sembra emergere una forte spinta fornita dalla domanda pubblica legata all’attuazione del PNRR, e segnatamente da quella proveniente dalle grandi Stazioni Appaltanti.

Nel 2023 le Stazioni Appaltanti più attive sono state le Amministrazioni dello Stato, con la pubblicazione di 235 gare, pari al 36,9% del totale delle procedure rilevate, confermando (anche se in leggero calo) il trend del 2022, quando rappresentavano il 46,3% del totale. Dalla classificazione per tipologia di opera del complesso dei bandi di gara rilevati neln 2023, si conferma la preponderanza delle opere puntuali sulle opere lineari, con 487 bandi complessivi (il 76,5% del numero totale). L’Oice fa notare che, tuttavia, se tale prevalenza conferma il trend rilevato già nel 2022 (quando i bandi per opere puntuali rappresentavano l’88,7% del totale), il 2023 vede un notevole incremento percentuale delle opere lineari, che passano dall’11,3% al 23,5%.

Analogamente, dalla classificazione del complesso dei bandi per tipologia di intervento, emerge una leggera prevalenza percentuale degli interventi sulle opere esistenti rispetto alle opere di nuova realizzazione, con 329 bandi complessivi (il 51,6% del totale). Se tale dato conferma, seppur in diminuzione, il trend già rilevato l’anno precedente, nel 2023 si registra un incremento percentuale delle opere di nuova realizzazione pari a più del doppio rispetto al 2022, con il passaggio dal 19,2% al 46,2% del totale.

Soffermandosi su una sintetica analisi qualitativa delle 637 procedure di gara, l’Oice sottolinea che, nel 2023, 94 bandi (il 14,8% del totale) citano l’utilizzo del BIM in modo generico, ossia senza attribuire punteggi specifici, ma solo considerandolo come elemento contrattuale della prestazione. È in aumento – continua il Rapporto – la percentuale di gare in cui sono allegati i capitolati informativi (documenti in realtà essenziali per la corretta introduzione del BIM). Nel 2023, infatti, i bandi con capitolato informativo sono saliti al 29,4% del numero totale (187 casi in tutto), rispetto al 19,9% registrato nel 2022.

Il 2023 vede un incremento della tendenza delle Stazioni Appaltanti a fare riferimento al BIM in fase di accesso alla gara come requisito di idoneità professionale. Negli atti di gara, in fase di accesso, aumenta in maniera significativa il richiamo a figure specializzate/certificate, quali il BIM Manager, il BIM Coordinator, o esperti BIM con competenze certificate (generalmente riferite alle norme UNI 11337-7). Si passa, infatti, dal 9,4% dei casi nel 2022, al 20,4% del 2023 (con 130 gare su 637).

Il 2023 – sottolinea inoltre l’Oice – vede la conferma di come l’impiego del BIM abbia ormai assunto un particolare rilievo quale elemento di premialità attribuito all’offerente, in sede di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, come testimoniato dal 62,7% dei casi nel 2023 (in tutto 399 gare su 637), a fronte del 62,4% nell’anno precedente. In particolare, nella maggior parte dei casi, le Stazioni Appaltanti confermano la tendenza a valutare il BIM per la sola parte metodologica.

Rispetto al 2022, si evidenzia una contrazione nella richiesta di esperienze o certificazioni BIM in fase di offerta (citata in fase di attribuzione di punteggi). Si è passati, infatti, dal 35,9% al 19,3% del totale nel 2023, con complessivi 123 bandi di gara. Infine – conclude il Rapporto – dalla classificazione del complesso dei bandi di gara per tipologia di procedura, l’analisi conferma, con un leggero rialzo, che la maggior parte dei bandi BIM sono emessi con procedura aperta. A fronte, infatti, dell’86,7% delle procedure aperte sul totale dei bandi per S.A.I. nel 2022, se ne registra l’88,4% del totale nel 2023 (con 563 bandi su 634).

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