Nuova metodologia europea di calcolo per le rinnovabili

La Commissione europea ha pubblicato nuove regole che stabiliscono una metodologia per calcolare la quantità di raffreddamento e teleraffrescamento rinnovabile che può essere conteggiato ai fini degli obiettivi di energia rinnovabile dell’UE. Questo atto delegato chiarisce il modo in cui il raffreddamento può essere considerato ai fini dell’obiettivo globale delle energie rinnovabili di uno Stato membro, e anche come contribuisce agli obiettivi settoriali in materia di riscaldamento e raffreddamento e teleriscaldamento e teleraffreddamento ai sensi della direttiva sulle energie rinnovabili (2018/2001/UE).

A tale proposito, va ricordato che lo scorso 15 dicembre nel nostro Paese è entrato in vigore il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 di attuazione della suddetta direttiva (RED II).

II dispositivo – redatto in conformità del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) tenendo conto anche delle misure del Pnrr –  fornisce le disposizioni in materia di energia da fonti rinnovabili, coerentemente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione del sistema energetico al  2030 e di completa decarbonizzazione al 2050. In particolare, definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e  giuridico necessari per il raggiungimento degli obiettivi di incremento della quota di energia da fonti rinnovabili al 2030.

Il raffreddamento – fa notare la Commissione –  è un settore che rappresenta tra il 5% e il 20% del consumo finale di energia in alcuni paesi dell’UE. Ciò ha reso l’adozione della metodologia di calcolo del raffreddamento rinnovabile una questione di attualità e urgenza per l’Unione europea e i suoi Stati membri.

La nuova metodologia di calcolo colma una lacuna nell’attuale legislazione, dal momento che il contributo del raffreddamento rinnovabile alle energie rinnovabili non poteva finora essere calcolato nella pratica, anche se era in linea di principio coperto dalla Direttiva sulle energie rinnovabili dal 2009.

La nuova metodologia introduce un sistema progressivo in cui la quota rinnovabile del raffreddamento dipende dalla sua prestazione energetica, fissando 2 soglie: i sistemi di raffreddamento al di sotto della soglia inferiore non saranno riconosciuti come rinnovabili, mentre il raffreddamento da sistemi pari o al di sopra della soglia superiore sarà considerato completamente rinnovabile. I sistemi di raffreddamento tra le 2 soglie saranno in grado di accreditare una quantità di raffreddamento linearmente crescente come energia rinnovabile, man mano che la loro efficienza si avvicina alla soglia più alta.

La metodologia di calcolo dell’Unione europea è la prima di questo tipo ad essere introdotta a livello mondiale.

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