Strategia per un impatto zero sul clima

La recente pubblicazione “Raggiungere l’impatto zero sul clima entro il 2050”, descrive la visione strategica a lungo termine della Commissione europea per realizzare la transizione verso un’economia a emissioni di gas serra pari a zero entro il 2050. La strategia spiega come raggiungere quest’obiettivo prendendo in considerazione tutti i settori economici chiave, tra cui energia, trasporti, industria e agricoltura. È stata studiata un’ampia gamma di opzioni basandosi su soluzioni tecnologiche esistenti (anche se in alcuni casi emergenti) che consentono – a parere della Commissione – di dare maggiore potere ai cittadini e di allineare le azioni in settori chiave come la politica industriale, la finanza o la ricerca, garantendo al tempo stesso l’equità sociale per una transizione giusta.

I primi cinque percorsi mirano a raggiungere una riduzione di gas serra superiore all’80% entro il 2050, rispetto al 1990. L’obiettivo è comprendere meglio quali sono le opzioni disponibili per ridurre le emissioni e i diversi modi in cui esse trasformeranno i settori della nostra economia.

Il sesto percorso combina tra loro le opportunità̀ di riduzione a basso costo dei gas serra dei primi cinque percorsi, raggiungendo una riduzione dei gas serra pari al 90%.

Il settimo e l’ottavo percorso valutano come sia possibile raggiungere entro il 2050 un livello di emissioni zero di gas serra, cioè̀ un impatto zero sul clima, prendendo in esame anche il ruolo delle emissioni negative nette per ottenere emissioni di gas serra pari a zero entro il 2050.

Il settimo percorso spinge i vettori energetici a zero emissioni di carbonio e si basa su tecnologie di rimozione del CO2, vale a dire sulla bioenergia combinata con il processo CCS, per equilibrare le emissioni.

L’ottavo percorso, al contrario, si concentra maggiormente sull’impatto di un’economia circolare in un mondo in cui le scelte dei clienti comportano minori emissioni di carbonio. Si basa su maggiori possibilità̀ di rafforzare l’uso di pozzi di assorbimento nel terreno e fa minore affidamento sulle tecnologie di rimozione del CO2 per compensare il resto delle emissioni.

La visione a lungo termine della Commissione europea invita infine le istituzioni dell’UE, i parlamenti nazionali, il settore imprenditoriale, le organizzazioni non governative, le città, le comunità̀ e i cittadini, in particolare i giovani, a partecipare a un dibattito su scala europea volto a delineare il futuro dell’Europa e a garantire che l’UE possa continuare a guidare gli sforzi globali nella lotta ai cambiamenti climatici.

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