EBARA inaugura il nuovo stabilimento di Gambellara

EBARA Pumps Europe SpA ha inaugurato lo scorso giovedì 12 aprile il nuovo stabilimento di Gambellara (Vicenza).

Con i suoi 54.000 m2 di superficie, di cui 27.000 m2 di area produttiva e 4.000 m2 dedicati ai nuovi uffici, quello di via Torri di Confine a Gambellara è infatti il più grande in Europa per il gruppo EBARA, più del doppio rispetto al precedente di Brendola.

L’insediamento di EBARA sul territorio vicentino parte da lontano, dagli anni novanta, quando il quartier generale si stabilì a Brendola per sfruttare le competenze del territorio. Da allora, la presenza di EBARA in Europa è cresciuta, ed insieme ad essa le competenze e la collaborazione con il territorio. Di conseguenza, quando la continua crescita ha portato a valutare l’allargamento della realtà produttiva, la scelta più logica è stata quella di continuare ad investire nella stessa zona nella quale questa crescita ha avuto luogo e continuare quella collaborazione che ha permesso all’azienda di raggiungere gli obiettivi prefissati.

La presenza di una filiera di aziende che costituiscono qui la realtà del “distretto delle pompe” e di personale qualificato e capace hanno profondamente influenzato la scelta di investire nel territorio vicentino.

All’inaugurazione, i vertici di EBARA con Toichi Maeda President, Representative Executive Officer di EBARA Corporation, Luciano Vescovi, Presidente di Confindustria Vicenza, Michele Poli, Sindaco di Gambellara, Makoto Tominaga, Deputy Consul General del Consolato Giapponese a Milano e, in rappresentanza di Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), Stefano Nigro, Responsabile Ufficio coordinamento Attrazione Investimenti Esteri –ICE.

Ad aprire la cerimonia i suonatori di taiko hanno rullato i tamburi per dare il benvenuto agli ospiti.

Nell’antichità, secondo la tradizione giapponese, i suonatori di “taiko” (che significa tamburo) si esibivano durante eventi religiosi e nelle feste comunitarie. Molto emozionante per la platea il suono dei taiko: si dice che il battito del cuore segua il battito dei tamburi.

A seguire la cerimonia del “kagami biraki”, la versione tradizionale giapponese del classico taglio del nastro di tradizione occidentale. In Giappone, quando le persone sono in procinto di partire per un viaggio o inaugurano nuovi edifici, aprono un barile di Sakè (una bevanda alcolica tradizionale giapponese prodotta dal riso, per augurare buona fortuna e buon auspicio) colpendo il coperchio superiore con un martello in legno.

Le autorità hanno aperto la botte di sakè brindando con il tipico bicchiere di legno di cipresso (chiamato Masu) e dicendo ad alta voce tutti assieme “Kampai”, che significa “brindare assieme”.

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