Nuove misure in aiuto ai professionisti

La Commissione europea  ha presentato un pacchetto di misure con l’obiettivo di rendere più facile ai professionisti e alle imprese offrire servizi a una potenziale clientela di 500 milioni di consumatori nell’UE.

Le misure proposte sono dirette a facilitare ai prestatori di servizi l’adempimento delle formalità amministrative e ad aiutare gli Stati membri a individuare le prescrizioni eccessivamente onerose od obsolete per i professionisti che operano a livello nazionale o transfrontaliero.

Le quattro iniziative concrete adottate dalla Commissione sono le seguenti.

 

Una nuova e-card europea dei servizi

Una procedura elettronica semplificata renderà più facile per i prestatori di servizi alle imprese (ad esempio, imprese di ingegneria, consulenti informatici, organizzatori di fiere) e di servizi di costruzione espletare le formalità amministrative necessarie per fornire servizi all’estero. I prestatori di servizi potranno rivolgersi – nella propria lingua – a un interlocutore unico nel proprio paese, il quale dopo aver verificato i dati necessari li trasmetterà allo Stato membro ospitante. Come già avviene, solo quest’ultimo ha il potere di applicare le disposizioni regolamentari nazionali e di decidere se il richiedente può offrire servizi sul suo territorio. L’e-card non pregiudica gli attuali obblighi dei datori di lavoro né i diritti dei lavoratori.

 

Valutazione della proporzionalità delle norme nazionali sui servizi professionali

Circa 50 milioni di persone – il 22% della forza lavoro in Europa – esercitano professioni il cui accesso è riservato ai possessori di qualifiche specifiche o ai detentori di un titolo professionale specifico. Nel caso di diverse professioni – sostiene la Commissione – la regolamentazione è spesso giustificata. In molti casi tuttavia norme obsolete ed eccessivamente gravose possono complicare inutilmente l’accesso a tali professioni per i candidati qualificati. Ciò va scapito anche dei consumatori. L’UE – ricorda poi la Commissione – non regolamenta né deregolamenta le professioni: tale competenza è esclusiva degli Stati membri. Tuttavia, ai sensi del diritto dell’UE, uno Stato membro deve stabilire se nuove prescrizioni nazionali per le professioni siano necessarie ed equilibrate. Al fine di garantire un approccio coerente e uniforme, la Commissione propone di razionalizzare e di chiarire il modo in cui gli Stati membri sono tenuti a sottoporre a un esame di proporzionalità globale e trasparente le norme nazionali sui servizi professionali prima di adottarle o di modificarle.

 

Orientamenti per le riforme nazionali in materia di regolamentazione delle professioni

Dall’esercizio di valutazione reciproca condotto dagli Stati membri tra il 2014 e il 2016 – rileva la Commissione – è emerso che quei paesi che hanno aperto i rispettivi mercati dei servizi (ad esempio l’Italia, la Polonia, il Portogallo e la Spagna) beneficiano ora di una scelta più ampia di servizi a prezzi migliori, pur mantenendo elevati gli standard per i consumatori e i lavoratori. La Commissione offre oggi orientamenti sulle esigenze nazionali di riforma della regolamentazione dei servizi professionali con elevate potenzialità di crescita e di occupazione: servizi professionali di architetti, ingegneri, avvocati, contabili, esperti in brevetti, agenti immobiliari e guide turistiche. Gli Stati membri sono invitati a valutare se le prescrizioni per l’esercizio della professione rispondono agli obiettivi nazionali di politica pubblica perseguiti. Gli orientamenti integrano le valutazioni del semestre europeo, esaminando in maniera specifica le prescrizioni applicabili a tali professioni.

 

Migliore notifica dei progetti di norme nazionali sui servizi

In base al diritto dell’UE, gli Stati membri sono già tenuti a notificare alla Commissione i progetti di norme nazionali sui servizi, consentendo così ad essa e agli altri Stati membri di esprimersi fin dalle prime fasi del processo in merito a eventuali incongruenze con la legislazione dell’UE. La Commissione propone di perfezionare questo meccanismo al fine di rendere il processo più rapido, efficace e trasparente.