La diffusione del BIM in Italia

Qual è la diffusione del Bim in Italia? A questa domanda ha fornito interessanti risposte il primo “Bim Report” realizzato nel nostro Paese, curato da Anafyo e presentato con il contributo di alcune importanti riviste del polo Edilizia Architettura Impianti del Gruppo editoriale Tecniche Nuove.1

È recente l’avvio dell’inchiesta pubblica da parte dell’Uni della norma sulla digitalizzazione delle costruzioni in Italia, che certamente avrà un ruolo chiave nell’indirizzare il percorso della digitalizzazione nell’Industria delle Costruzioni.

In attesa di uno standard d’indirizzo da parte degli enti normatori, il rapporto “Italian Bim Report 2015” ha analizzato la situazione reale dell’industria delle costruzioni italiana rispetto alle tecnologie e metodologie digitali, in particolare rispetto al Bim.

Il Rapporto, curato da Anafyo, è stato presentato nel corso di una tavola rotonda organizzata con il contributo di alcune importanti riviste del polo Edilizia Architettura Impianti del Gruppo editoriale Tecniche Nuove.

Questa ricerca, sviluppata nell’arco del 2015 e tuttora in corso con l’analisi del trend per il 2016, è stata resa possibile dall’incontro tra Anafyo, azienda svizzera di consulting attiva nel campo delle It per le Costruzioni, e il Master Bim Manager della scuola Master Pesenti del Politecnico di Milano.

Anafyo – che si occupa specificamente di analizzare i workflow aziendali al fine di implementare e integrare le nuove It e i processi Bim, è coinvolta direttamente nel Master con l’organizzazione di una serie di lezioni specialistiche e di stage per gli studenti.

L’obiettivo principale del Bim Report è quello di delineare come tecnologie e metodologie Bim siano state implementate dalle aziende italiane.

L’obiettivo principale del Bim Report è quello di delineare come tecnologie e metodologie Bim siano state implementate dalle aziende italiane.

In questi ultimi si è concretizzata l’idea di un’analisi e del report sulla diffusione del Bim nel settore delle costruzioni italiano. Il lavoro sviluppato ed elaborato inizialmente come tesi di master sotto la supervisione di Anafyo, è stato successivamente ampliato e consolidato dagli stessi esperti della società elvetica.

L’obiettivo principale del Bim Report è quello di delineare come tecnologie e metodologie Bim siano state implementate dalle aziende italiane. La ricerca ha coinvolto imprese, progetti e appalti che prevedessero l’impiego del Bim e ha identificato e classificato le diverse aziende che utilizzano le nuove It secondo il loro approccio e il loro modo di interpretare le nuove metodologie.

Anche i progetti e gli appalti sono stati raggruppati e classificati secondo le loro specifiche caratteristiche in chiave Bim.

Sono stati presi in esame concorsi e appalti promossi da imprese, aziende e istituti italiani – pubblici e privati – sul territorio italiano. Si tratta di un’analisi approfondita, che ha riguardato circa 450 appalti, nel corso del 2015, relativi a opere edili e d’ingegneria civile.

I dati sono stati incrociati con quelli ricevuti da circa trenta società d’ingegneria, scelte in base ai progetti in cui sono attive (quelli analizzati nella fase di selezione degli appalti) e alle loro dimensioni nonché alla struttura organizzativa.

Il campione scelto è ragionevolmente rappresentativo delle aziende impegnate in iniziative che prevedano l’impiego del Bim e tocca tutte le fasi del processo edilizio, dal progetto alla realizzazione, dal project management al facility management.

Alle aziende intervistate è stato chiesto di analizzare, secondo un questionario guidato, i propri processi interni rispetto all’implementazione del Bim.

Alle aziende intervistate è stato chiesto di analizzare, secondo un questionario guidato, i propri processi interni rispetto all’implementazione del Bim.

Alle aziende intervistate è stato chiesto di analizzare, secondo un questionario guidato, i propri processi interni rispetto all’implementazione del Bim.

Il Report fornisce una visione molto chiara di come imprese e stazioni appaltanti abbiano interpretato, fino a oggi, i processi su base Bim.

Nonostante la mancanza di un quadro normativo nazionale di riferimento – che come si è detto è ancora in fase di gestazione – il numero di soggetti pubblici e privati che si sono avvicinati al tema mostra un serio interesse rispetto ai nuovi strumenti e metodi, ed è presumibilmente destinato a crescere.

Come si è detto, la ricerca è tuttora in corso per il 2016: l’obiettivo, grazie alla metodologia messa a punto, è di fornire uno strumento utile agli operatori per capire come siano interpretate le nuove metodologie e quali siano le reali esigenze, così da poter attrezzarsi di conseguenza per rispondere nel migliore dei modi.

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