La produzione di energia nei Paesi Ocse

 Il recente rapporto “Energy Balances of OECD Countries” dell’IEA analizza la produzione di energia nei 34 membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Il recente rapporto “Energy Balances of OECD Countries” dell’IEA analizza la produzione di energia nei 34 membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

L’Agenzia internazionale dell’energia ha reso disponibili i dati del bilancio energetico dei Paesi Ocse (provvisori per il 2014) che analizzano la produzione di energia nei 34 membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Secondo il rapporto “Energy Balances of OECD Countries”,

nel 2014 la produzione di energia è aumentata di 4000 Mtep. L’incremento di produzione, pari al 3%, è ascrivibile sia all’incremento di produzione degli Stati Uniti (+12% per il petrolio e +5% per il gas naturale) sia a quello di Canada (+9% per il petrolio) e di Australia (+9% per il carbone).

Le esportazioni dei Paesi Ocse hanno raggiunto 1.695 Mtep mentre le importazioni hanno subito un calo del 2,5%; le importazioni nette, pari a 1.324 Mtep sono state le più basse dal 1995.

La fornitura totale di energia primaria è calata nei Paesi Ocse dell’1,2% a causa del declino dell’impiego dei combustibili fossili. Infatti i consumi di gas hanno registrato un calo del 2,3%, quelli di carbone dell’1,9% e quelli del petrolio dello 0,9%.

Il livello dell’autosufficienza energetica dei Paesi Ocse – rivela l’indagine – ha raggiunto il 78%, un valore comparabile a quello del 1985, con una punta del 99% per i Paesi Ocse delle Americhe.

La produzione delle energie rinnovabili (idroelettrico escluso) ha subito un incremento del 9% raggiungendo il 9% della produzione globale e facendo salire la produzione totale dell’elettricità da fonti rinnovabili al 22%, una quota pari a 2.355 TWh. Nel contempo la produzione di elettricità da fonti fossili si è ridotta di 169 TWh.

Nel 2013 – sottolinea il rapporto – i Paesi Ocse rappresentavano il 40% della fornitura globale di energia primaria, in linea con il costante declino della sua importanza relativa nell’uso dell’energia (nel 1971 il raggruppamento rappresentava infatti il 61% della fornitura globale di energia).

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