Nuova edizione del “Manuale degli impianti idrici e sanitari”

L’innovazione definita dalla legge 248/2005 e dai decreti delegati sul riordino dell’attività di installazione degli impianti si è espressa nell’obbligo della progettazione anche per l’idraulica sanitaria ed è tempo dunque per i progettisti e i responsabili tecnici d’impresa di disporre non soltanto di un testo completo in materia, come appunto questo manuale, bensì di un modo facilitato di redazione del progetto avvalendosi di una decina di schede nelle quali raccogliere l’intero percorso progettuale, antincendio e antisismica inclusi, unificando fra l’altro il metodo di procedere nel calcolo dimensionale e rendendo più facilmente leggibile e comprensibile il linguaggio dei numeri.

Risolutamente ricostruito in questa sua terza edizione, il testo spazia nei diversi campi di studio e di calcolo sviluppando criteri volti al concreto miglioramento della qualità della vita ai quali fa riscontro l’articolazione delle responsabilità che coinvolgono il committente o proprietario dell’impianto, il progettista, il costruttore dei componenti e il responsabile tecnico dell’impresa installatrice, cioè i quattro pilastri di sostegno della qualità.

Sono trattati e approfonditi i diversi campi dell’impiantistica: approvvigionamento idrico e sua purificazione, interventi dell’acqua nell’antincendio, benessere ricavato dall’acqua calda e … difese dagli avversari. Inoltre si traccia il disegno di reti idriche, circuiti e schemi, lo scarico e smaltimento delle acque usate e di quelle meteoriche, l’igiene e sicurezza nel vivere la casa con i diversi esempi guida nella progettazione di sistemi completi, caratteristica saliente di quest’opera. Esempi concreti accompagnano infatti tutta la trama del testo consentendo al lettore di riscontrare nell’iter progettuale, nel calcolo e nella grafica, ogni passaggio. Il progetto esecutivo si sviluppa di capitolo in capitolo nelle sue relazioni con la normativa e con la fisica tecnica in un percorso progettuale completo che nasce dall’approvvigionamento idrico per giungere al dimensionamento impiantistico, riferendosi al fabbisogno specifico oltre che alla semplicità dei sistemi e delle applicazioni, profittando dell’opportunità delle scelte più progredite.

Chiaramente non si tiene conto soltanto della sufficienza del servizio idrico, bensì accedono al primo livello anche l’igiene al suo massimo grado, il rispetto dell’ambiente, la conservazione e risparmio dell’energia, il controllo della rumorosità e le tutele, come l’antincendio e la difesa dai terremoti.

Un esempio? Si veda la figura 1 che propone la sopraelevazione della pressione senza ricorrere ai serbatoi di riserva aperti che comportano perdita di energia (abbattimento della pressione in arrivo), perdita di igiene (contatto con l’atmosfera e proliferazione batterica), risparmio idrico (si evita innanzitutto lo scarico ricorrente di tutta l’acqua accumulata,  prescritto dalla normativa), controllo della rumorosità (minor potenza in gioco).

Fig.1 – Sistema diretto di sopraelevazione idrica: dall’acquedotto a pressione insufficiente 1) l’acqua perviene, dopo regolarizzata la pressione con il riduttore 2), al serbatoio di prima raccolta 3); il gruppo di sopraelevazione è composto da tre elettropompe gemelle 4) che inviano direttamente alla rete interna 5) sotto controllo del serbatoio pressurizzato 6) con i pressostati 7). I by pass 8) consentono il funzionamento diretto dall’acquedotto alla rete interna.

Sarebbe dunque sprecato togliere all’acqua di approvvigionamento la propria pressione con danno molteplice sia per l’energia spesa a monte per dar pressione alla rete municipale, che si annulla con l’apertura di un rubinetto a galleggiante, sia per l’inquinamento batteriologico che potrà investire l’acqua riversata in accumuli comunicanti con l’atmosfera.

L’impianto di sopraelevazione diretto deve far fronte all’insufficienza della pressione dell’acquedotto, un’insufficienza costante (edifici elevati in altezza) o dovuta a sbalzi e carenze dimensionale o funzionali dell’acquedotto medesimo.

I serbatoi di prima raccolta, sotto pressione, vanno dunque alimentati dall’acquedotto per interposizione di riduttori di pressione; questi ultimi hanno il compito di impedire che nei serbatoi, e dunque negli impianti a valle degli stessi, si possa in qualsiasi momento superare la pressione massima prefissata dal calcolo.

I depositi di riserva, mantenuti sotto pressione dall’acquedotto, consentiranno di utilizzare l’intera capacità accumulata in due diverse condizioni:

L’acquedotto è in grado di erogare l’intera portata d’acqua richiesta alla pressione voluta; in questo caso l’alimentazione è diretta e non è necessario intervenire con dispendi energetici, per esempio pompe in moto.

L’acquedotto è deficitario rispetto alle richieste, di conseguenza il gruppo elettropompe ripristina la pressione voluta nella rete di utilizzo, prelevando momentaneamente dal serbatoio, o serbatoi, di prima raccolta; la sopraelevazione è limitata alla differenza fra la pressione esistente nel serbatoio e la pressione di esercizio dell’impianto interessato; l’energia elettrica assorbita è perciò ridotta allo stretto necessario.

Ben presto l’acquedotto ripristinerà la riserva, il che potrà avvenire durante il prelievo.

L’esempio qui descritto vuol essere rappresentativo dei contenuti del Manuale che si esprimono in schemi esecutivi ovunque realizzabili e l’ultimo capitolo del Manuale riporta diversi esempi sia nella descrizione dei sistemi, sia nella raccolta delle schede di progetto.

Altro esempio alla figura 2 dalla quale si può ricavare il rapporto di ribaltamento di un serbatoio verticale agli effetti antisismici.

Fig. 2 – Individuato il baricentro di una massa si verifica che la sua proiezione sulla base rientri entro la distanza “x”, rispettando così il rapporto di ribaltamento sopra determinato. Questo è un esempio molto semplice di calcolo, trattandosi di una massa omogenea e di forma regolare.

Di particolare utilità al lettore potrà risultare il metodo di progettazione, innovativo per il settore della progettazione, suggerito e reso eseguibile da questo testo. Infatti le schede pubblicate al termine di ciascun capitolo, destinate a riunirsi fra loro nel progetto da eseguire, possono venir copiate e compilate per comporre la documentazione del progetto medesimo a corredo dell’opera da costruire, inclusa la presentazione agli sportelli comunali.

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

RCI – progettare rinnovabili riscaldamento climatizzazione idronica © 2017 Tutti i diritti riservati