Innovare con affidabilità

Oltre trent’anni di esperienza, un team interdisciplinare altamente specializzato, la costante proiezione verso il nuovo senza perdere di vista affidabilità e un corretto rapporto costi/benefici: è la realtà professionale di Raoul Cassinelli.

Nato a Mandello del Lario (Lecco) nel 1953, l’ing. Cassinelli ha conseguito nel 1978 la laurea in Ingegneria Elettrotecnica, indirizzo Impiantistico, presso il Politecnico di Milano. Subito impiegato presso una importante società di progettazione di impianti elettrici di processo, nel 1981 ha iniziato la sua carriera come libero professionista in forma associata, poi come unico titolare del suo studio. Nel 1982, sempre al Politecnico di Milano, ha ricevuto il titolo di Energy manager europeo. Nel 1993 ha fondato Technion Srl, società di progettazione con una quindicina di dipendenti attiva sull’intero territorio nazionale, della quale è amministratore delegato e direttore tecnico. Le commesse interessano tutte le specialità d’ambito impiantistico (elettrico e illuminotecnico, telefonia e trasmissione dati, idrico e fognature, climatizzazione ed energia, building automation, sicurezza e antincendio, gas tecnici, acustica) e sono seguite anche nella fase di realizzazione, collaudo e follow-up. Raoul Cassinelli ha svolto attività di formazione professionale ed è autore di monografie sui temi della cogenerazione, sulle applicazioni del ciclo combinato e sulla bio-climatizzazione.

L’esordio nel mondo del lavoro è stato precoce: «Prima di circondarmi di calcolatrici, computers e manuali ho appreso l’uso di pennelli e vernici. Già all’età di undici anni ho dovuto prodigarmi come imbianchino, per aiutare economicamente la mia famiglia. È un periodo della mia vita protrattosi fino a pochi anni prima della laurea, al quale sono molto legato e che ricordo con orgoglio. Quell’attività, dura ma gratificante, ha molti tratti in comune con quanto faccio ancora oggi: si parte da realtà datate per arrivare a spazi puliti ed efficienti che accoglieranno la vita delle persone».

La prima esperienza come tecnico è avvenuta all’interno di una grande società…

«Si lavorava alla progettazione e costruzione di importanti opere di distribuzione dell’elettricità, anche con importanti commesse all’estero. Ho avuto la possibilità di conoscere e apprendere molto ma, in soli tre anni, mi sono reso conto che quella situazione non era adatta al mio modo di intendere la professione di ingegnere. Così ho intrapreso la libera professione, un percorso iniziato con il sostegno di mia moglie che si occupava della parte amministrativa dell’attività. Progressivamente ho capito che la principale aspettativa dei committenti era legata alla possibilità di interloquire con un’unica realtà operativa, dotata di tutte le competenze necessarie per rispondere al complesso delle loro esigenze e per non disperdere alcun loro obiettivo. Questa ambizione si è concretizzata con la fondazione di Technion, società di progettazione che oggi conta numerosi validi collaboratori, specialisti in diverse materie, nella quale svolgo il ruolo di coordinatore e catalizzatore dell’attività, occupandomi anche dell’altro aspetto fondamentale, ovvero la costruzione di rapporti consolidati e duraturi con i committenti, molti dei quali sono importanti realtà nell’ambito industriale e del terziario avanzato».

Quali criteri hanno guidato la scelta dei collaboratori?

«Ritengo che la competenza tecnica e la predisposizione al lavoro di squadra siano i fattori che fanno la vera differenza nella nostra professione, intesi nell’ottica di una reale progettazione integrata e interdisciplinare. Ho preso la decisione di estendere il campo d’azione alla termotecnica, come a molti altri settori dell’ingegneria impiantistica, dopo un periodo di studio approfondito della materia. Diversamente, non avrei potuto comprendere a fondo le potenzialità dei colleghi con i quali mi accingevo a condividere la mia attività. Questo indirizzo ha permesso a Technion di consolidare una struttura snella ed efficiente, nella quale alcuni lavorano anche da decenni».

Nell’intervento di riqualificazione di Palazzo Chigi-Odescalchi a Roma (Dante Benini & Partners) i terminali impiantistici a parete sono stati accuratamente inseriti nel suggestivo progetto degli interni.

Quanto è importante l’aggiornamento?

«Per farlo bene, il mestiere del tecnico deve piacere: giorno per giorno possiamo aggiungere un tassello alle nostre conoscenze e arricchirci dal punto di vista professionale. Il compito svolto dall’informazione tecnica è fondamentale, un vero e proprio strumento di lavoro. Leggo personalmente numerose testate e chiedo ai miei collaboratori di fare altrettanto, segnalando loro articoli e argomenti d’interesse, in ambito teorico come anche nelle applicazioni pratiche. In questi ultimi anni il livello medio delle pubblicazioni tecniche è cresciuto. Contrariamente a quanto avviene con altri media, sono convinto che la lettura – perciò l’informazione veicolata attraverso la carta stampata – comporti un vero e proprio esercizio mentale, che permette di capire la reale portata dei concetti e delle eventuali novità. Con il tempo, la lettura diventa metodo…».

Anche quando si tratta di progettare?

«Sì: nella mia esperienza raramente ho avuto a che fare con la necessità di radicali invenzioni. Gran parte della nostra attività si basa infatti sulla rielaborazione di idee e informazioni che già esistono e che dobbiamo saper cogliere, adattare alle nostre esigenze e, se possibile, migliorare. Anche per questa ragione non sono particolarmente “geloso” dei miei lavori, anzi sono convinto che condividere il sapere sia un veicolo di crescita per tutti. Questo è particolarmente vero nel caso delle normative, che sono un importante motore dell’evoluzione tecnica e che, se correttamente applicate, costituiscono una vera e propria guida nei confronti del progetto».

Condivide l’attuale tendenza all’incentivazione dell’efficienza energetica?

«Il primo guadagno è senz’altro il risparmio e l’efficienza energetica va sicuramente nella direzione corretta, ma ritengo però che su quel fronte si possa fare meglio. In generale bisognerebbe incentivare il miglioramento dei rendimenti complessivi e non, come avviene oggi, specifiche tecnologie o modalità d’intervento. Oggi disponiamo di tecnologie che già offrono interessanti tempi di rientro degli investimenti e che, se sufficientemente incentivate, potrebbero contribuire notevolmente alla contrazione della domanda di energia ora soddisfatta dalle importazioni, come anche ridurre le emissioni in atmosfera molto più di quanto avviene, ad esempio, con la sovra-incentivazione del fotovoltaico. Parimenti disponiamo di software molto avanzati, in grado di offrire riscontri attendibili rispetto a ipotesi di progetto che, però, non possono essere adeguatamente documentate utilizzando i programmi resi obbligatori, ad esempio, per la certificazione energetica degli edifici. In questo modo l’impegno del professionista e, soprattutto, la disponibilità dei committenti a investire in efficienza energetica, risultano ostacolati. Al contrario, avremmo bisogno di poter scegliere con maggiore libertà, caso per caso, quali soluzioni tecniche sono in grado di massimizzare l’efficienza energetica, ed essere premiati sulla base di controlli rigorosi circa gli effettivi risultati conseguiti, ovvero sull’appropriatezza dei relativi incentivi».

Il Centro Meridiana realizzato da Colombo Costruzioni (Renzo Piano Building Workshop) sorge in posizione baricentrica a Lecco: Technion ha seguito il progetto impiantistico per tutto l’insediamento commerciale.

a cura di Livia Giannellini

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